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Ecoristoranti


Il 30 maggio 2017, presso la sede di Acsel SpA, sono stati presentati i ristoratori che hanno deciso di aderire alla rete Ecoristoranti in Val di Susa. Sono infatti ben 21 i ristoratori che hanno aderito al network nazionale dei ristoratori ecosostenibili, e che hanno deciso di valorizzare la loro attività con un impegno concreto nei confronti dell’ambiente e una maggiore attenzione agli sprechi alimentari.

Comunicato stampa

Elenco dei ristoranti aderenti in Valle di Susa


Il progetto Ecoristoranti

Anche nei 39 comuni del territorio della Val di Susa arriva la rete nazionale dei ristoratori eco-sostenibili.
Ridurre la produzione di rifiuti e lo spreco di cibo: questi i due obiettivi che si prefigge la rete Ecoristoranti, esercizi ristorativi che hanno deciso di valorizzare la loro attività con un impegno concreto nei confronti dell’ambiente e una maggiore attenzione agli sprechi alimentari. Il network, che comprende circa 80 esercizi commerciali in tutta Italia, approderà anche in Val di Susa grazie alla collaborazione di ACSEL SpA.

Siamo lieti di aderire a questa iniziativa così innovativa in campo ambientale – spiega il Presidente di ACSEL SpA, Alessio Ciacci. Prendersi cura del proprio territorio significa anche valorizzare le attività presenti sensibilizzandole sull’importanza di un lavoro svolto nel rispetto dell’ambiente. Occorre ridurre l’impatto ambientale dell’usa e getta a partire dallo spreco di cibo e dalla riduzione dei rifiuti e gli Ecoristoranti lavorano proprio in questa direzione. Dopo le iniziative sul turismo sostenibile, l’adesione alla rete Ecoristoranti da parte di Acsel è un’altra conferma di quell’approccio differente e virtuoso che vogliamo avere per migliorare i risultati della raccolta differenziata e diminuire la produzione dei rifiuti”.

Il network degli Ecoristoranti vede la luce nel 2012, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei rifiuti, grazie ad un progetto proposto dalla Cooperativa Erica in collaborazione con il Covar 14 che ha coinvolto circa 35 esercizi del territorio a sud di Torino. Oggi il network comprende più di 80 ristoranti di oltre 20 comuni diversi ed è in continua espansione.


Come si diventa Ecoristorante?

Per diventare Ecoristorante bisogna realizzare almeno 7 azioni di riduzione dei rifiuti (di cui almeno 1 di nuova adozione) e come prerequisito una buona raccolta differenziata.
Ecco alcuni esempi:

  • Asporto delle pietanze non consumate
  • Tovaglie in stoffa e tovaglioli in stoffa
  • Piatti e bicchieri in vetro/ceramica e posate in acciaio
  • Avvio al compostaggio domestico degli scarti organici
  • Distribuzione di acqua da rubinetto
  • Bevande con vuoti a rendere o alla spina (birra, vino ecc.)
  • Creazione della mezza porzione e del menù bimbi
  • Grissini sfusi
  • Non utilizzo di materiale a perdere nei bagni (asciugamani elettrici o in stoffa)
  • Prodotti con vuoti a rendere o alla spina per la pulizia
  • Comunicazione del progetto nel ristorante



Quali sono i vantaggi pratici per un ristorante?

  • Adesione a una rete ecologica nazionale
  • Consenso dei clienti (si accorgeranno della nuova attenzione per l’ambiente!)
  • Benefici economici (risparmio su alcune forniture)
  • Risparmio di spazio (meno prodotti da immagazzinare)
  • Risparmio di tempo (meno rifiuti da differenziare)
  • Consegna del “Kit Ecoristorante” (attestato di adesione, vetrofania, kit Doggy Bag di prova e altri materiali promozionali)
  • Pubblicità a costo zero
  • Promozione sul sito web del progetto
  • Presenza sulle pagine Facebook e Instagram del progetto


Contenitori per l’asporto di avanzi di cibo

Gli Eco-Ristoranti, al momento dell’adesione al progetto, vengono dotati di 10 kit per l’asporto del cibo non consumato.
Ogni kit è composto da un pratico ed allegro sacchetto di carta resistente, il quale ospita un contenitore a due scomparti, chiuso ermeticamente dal suo coperchio trasparente e realizzato in materiale per alimenti adatto al forno a microonde e al congelatore. Contenitore e coperchio, svuotati e puliti, possono essere tranquillamente riutilizzati.