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6 Giu 2025

PLASTICHE E BIOPLASTICHE: DISTINGUERE PER RICICLARE


Saper riconoscere e riciclare correttamente la bioplastica compostabile è importante: per questo ACSEL SpA, insieme alle aziende della Rete d’Imprese Corona Nord-Ovest e in collaborazione con il Consorzio Biorepack propone la campagna di comunicazione “Plastiche e Bioplastiche. Distinguere per riciclare”.
Le attività previste nell’ambito della campagna sono molte, e coinvolgeranno vari target fino a novembre 2025. Sono previsti laboratori di educazione ambientale, punti informativi sul territorio, un video divulgativo, informative sui media locali e spot radiofonici, una campagna social e web con creazione di contenuti multimediali dedicati, pieghevoli e locandine informative. Vi terremo aggiornati in itinere sugli eventi del progetto!


Sai cos’è la bioplastica compostabile?

La bioplastica compostabile è un materiale sostenibile adatto per produrre film flessibili, manufatti e stoviglie. 

La bioplastica può essere smaltita insieme al rifiuto organico, nella raccolta differenziata. Infatti, grazie alla sua composizione, è biodegradabile e compostabile: in un impianto di compostaggio, insieme ai nostri scarti alimentari, si trasforma in compost, un terriccio ricco di nutrienti per favorire la fertilità del terreno.


Come si riconosce?

Riconoscere la bioplastica compostabile è semplice: ogni prodotto realizzato con questo materiale è riconoscibile da una serie di marchi e certificazioni, in conformità alla normativa UNI EN 13432:2002 e UNI EN 14995:2007. 

Per essere certi, dunque, che il materiale sia effettivamente bioplastica compostabile, è necessario controllare la presenza dei loghi DIN Geprüft, OK Compost e Compostabile CIC. Se sono presenti questi loghi, è certificato che la bioplastica è compostabile, ovvero smaltibile insieme al rifiuto organico e trasformabile in compost.

Secondo la certificazione, infatti, un materiale compostabile è:

  • biodegradabile: può essere decomposto da microorganismi (come batteri, funghi o alghe) in condizioni ambientali favorevoli
  • disintegrabile: può essere frammentato nel compost finale
  • senza effetti negativi: non ha alcun effetto negativo sul compost e sul processo di compostaggio
  • a bassi livelli di sostanze: presenta un basso livello di sostanze come metalli o composti fluorati e non ha effetti ecotossici sulle piante.

Dove la troviamo?

Oggi, molti imballaggi, stoviglie o manufatti vengono prodotti con la bioplastica compostabile. Grazie alla sua versatilità, resistenza e compostabilità certificata questo materiale si presta a diversi utilizzi:

  • borsette e shopper compostabili
  • sacchetti per la frutta, la verdura e altro materiale sfuso
  • piatti, bicchieri, vassoi e posate
  • vaschette, retine, pellicole
  • capsule per caffè e bevande (leggere con attenzione l’etichetta).

Quando un imballaggio ha i loghi di certificazione, è prodotto con bioplastica compostabile e può essere gettato insieme al rifiuto organico.

Attenzione: i sacchetti per raccogliere l’organico devono essere di bioplastica compostabile. Proprio per le sue qualità il sacchetto di bioplastica compostabile deve essere destinato a raccogliere gli scarti alimentari che produciamo a casa. Non è un sacchetto di plastica e quindi non va buttato insieme alla raccolta della plastica.


L’impegno di ACSEL SpA

ACSEL SpA è da sempre impegnata per sostenere la corretta raccolta dei rifiuti e promuovere comportamenti sostenibili: la qualità del rifiuto organico è molto importante per il nostro territorio, perché influisce direttamente sulla qualità del compost che servirà da fertilizzante per campi, orti e terreno. Fare bene la raccolta differenziata dell’organico, buttare correttamente le bioplastiche e separare sempre il materiale organico dalle altre raccolte differenziate è un modo concreto per fare la nostra parte: la raccolta differenziata dei rifiuti organici, infatti, è un passo importante verso un futuro più sostenibile. Seguendo semplici regole e utilizzando i sacchetti appropriati, possiamo contribuire a ridurre l’impatto ambientale e promuovere l’economia circolare nel nostro territorio.